Spazi del centro Culturale d'Anaunia

La "Vetrina della Val di Non" è un percorso multimediale (volo di elicottero e quadri parlanti) di presentazione del territorio anaune nei suoi molteplici aspetti geografici, storici e artistici.
Nel palazzo si conserva uno dei locali più interessanti: il "Laboratorium" e cioè il laboratorio farmaceuticoerboristico ancora intatto dove lavoravano l'ultimo de Gentili e probabilmente anche altri componenti della famiglia prima di lui, anch'essi farmacisti sin dalla seconda metà del XVIII secolo. Al suo interno sono conservati gli strumenti tipici di questo mestiere quali, ad esempio, la bilancia, gli alambicchi, le ampolline, i mortai e molti altri utensili ancora. A testimonianza dell'importanza di quello spazio, la porta di accesso alla farmacia, probabilmente riferibile al XVI secolo, è in ferro (in fase di allestimento).
... anche il giardino di Casa de Gentili può essere utilizzato come eccezionale sede, all'aperto, per mostre d'arte o eventi di vario tipo (concerti, teatro...). Per maggiori informazioni contattaci all'indirizzo mail: centro.culturale.danaunia@gmail.com
Nel palazzo, dall'estate 2013, l'Osteria Casa de Gentili prepara piatti tipici e propone una lista di vini scelti con attenta accuratezza. Per info e prenotazioni: 0463.434136
La sala conferenze del Centro Culturale d'Anaunia, inserita in un contesto storico di grande prestigio, offre uno spazio multimediale attrezzato per convegni e conferenze sino a un massimo di 100 posti a sedere. Per info circa la disponibilità contattaci all'indirizzo mail:

centro.culturale.danaunia@gmail.com

Tutti gli spazi gialli sono sede operativa del Centro Culturale d'Anaunia Casa de Gentili al I piano del Palazzo.
Il secondo piano del Centro Culturale d'Anaunia dispone di nove spazi espositivi - evidenziati in azzurro - attrezzati per ospitare mostre personali o collettive (esclusa l'area tra la "vecchia cucina" e la "cappella di famiglia"). Nel corridoio sono state collocate le quattordici tele dipinte ad olio di proprietà del BIM dell'Adige (Bacino Imbrifero Montano) raffiguranti nobildonne e gentiluomini "De Gentili". Per maggiori informazioni scrivete all'indirizzo mail: cultura@comunitavaldinon.tn.it
Nel celebre salone degli stucchi, da maggio 2016, si celebrano eleganti matrimoni civili. Per vivere il tuo sogno in Casa de Gentili contatta il Comune all'indirizzo mail: segreteria@comune.sanzeno.tn.it oppure al numero di telefono 0463 434167 nei seguenti giorni e orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 8.30 - 12.15, martedì: 15.00 - 17.00.

Gli spazi del Centro Culturale d’Anaunia sono numerosi e adatti per vari utilizzi come eventi, mostre d’arte, convegni, meeting ed anche matrimoni.

Casa de Gentili è uno splendido palazzo cinquecentesco, di proprietà del Comune di Sanzeno, che si erge nella piazza centrale del paese, all’imbocco della strada che porta al celebre Santuario di San Romedio. Assieme ai numerosi castelli e palazzi nobiliari dislocati su tutto il territorio della Val di Non, la dimora si distingue nettamente dall’edilizia contadina più povera e semplice. La famiglia de Gentili faceva parte della nobiltà rurale e cioè di diversa estrazione rispetto ai grandi casati che hanno dato il nome alle splendide strutture medievali fortificate del territorio quali, ad esempio, Thun, Cles, Valer e Bragher. I nobili rurali, detti anche gentili (da “gentiles”), esenti o nobili privilegiati, formatisi come classe sociale tra il 1200 e il 1500, abitavano in abitazioni che si distinguevano da quelle comuni, più umili e dimesse, per la ricercatezza dei particolari architettonici e la presenza di elementi decorativi. Essi avevano diritto di stemma ed erano esentati dall’obbligo di versare le tasse comunali. Il prefisso “de” serviva inizialmente per indicare le persone che appartenevano ad una determinata famiglia del paese. Fu solo con l’avvento della nobiltà che il prefisso “de” assunse il significato di appartenenza ad un’unica e specifica famiglia, indicando la sua posizione privilegiata in confronto alle altre, con diritto di trasmissione del titolo ai figli.

Casa de Gentili è caratterizzata da un assetto compatto riconducibile al periodo tardo-rinascimentale. Gli spazi del Centro Culturale d’Anaunia sono numerosi e si sviluppano su tre piani composti da vari spazi vivibili: il piano terra, alcuni locali seminterrati, il primo piano (abitato sino al 1996) ed il secondo piano. Verso est, in direzione della chiesa di Santa Maria, la proprietà comprende un giardino – accessibile – cinto da mura posto su due livelli differenti collegati da alcuni scalini.

Il sistema costruttivo è quello tradizionale della zona, con murature a volte in pietra con malta di calce spenta. Le strutture orizzontali sono di tipo misto, il tetto è a capriate interamente di legno.

La distribuzione interna presenta una tipologia rintracciabile anche in altri palazzi nobiliari della Val di Non: salone centrale, volte a botte e a crociera al piano terra, locali rifiniti con decorazioni a tempera e stucco ai piani superiori. La facciata presenta una serie di elementi architettonici fortemente connotanti quali l’ingresso con arco a tutto sesto in pietra e portone in legno intarsiato su cui è scolpito lo stemma di famiglia, il poggiolo in pietra con porta e finestre ad arco a tutto sesto e colonnine lavorate al primo piano, la trifora al secondo piano con stipiti a lesene e colonnine. Al primo piano le finestre sono protette, lungo tre facciate, da pregevoli inferriate in ferro battuto. Sopra le finestre del primo piano, dipinti sull’intonaco, si possono osservare dei rosoni decorativi, mentre gli spigoli dell’edificio sono valorizzati da finte pietre angolari incise nell’intonaco. I rapporti economici e culturali che i de Gentili intrattenevano con l’Alto Adige si ravvisano anche nelle somiglianze tra le inferriate del palazzo di Sanzeno con quelle di alcuni edifici di Egna e San Michele d’Appiano. Nell’inferriata posta sopra il portone d’ingresso, sono distinguibili le iniziali G.G.C.G. verosimilmente riferibili a Giovanni Giorgio Giuseppe Capitano a Livinallongo vissuto tra il 1740 e il 1782: estremi cronologici entro cui inserire l’epoca di realizzazione dei manufatti in ferro. Del resto, anche il grappolo a vite e il pampino sono tipici dell’Alto Adige: zona in cui veniva praticata la coltura delle piante da vino. L’esterno di Casa de Gentili si presenta come un grande e unico blocco mentre al suo interno la distribuzione dei locali è articolata e in alcuni punti complessa: risultato di trasformazioni e adattamenti succedutisi nel tempo.

Tutto l’arredo del palazzo, di proprietà del Conzorzio BIM dell’Adige, conta un importante corpus di manufatti di vario tipo: apparati lignei d’arredo (mobili, cassapanche, etc…), accessori da cucina ed appartenenti al “Laboratorium” (farmacia\erboristeria) e numerose tele dipinte.

Al primo piano, dove oggi è collocato l’ufficio operativo del Centro Culturale d’Anaunia, è presente una boiserie in legno chiamata la “stua”: tipico ambiente trentino rivestito sulle pareti con pannelli di legno, variamente intarsiati, incisi e intagliati. Più avanti è presente un focolare molto grande, il cosiddetto “foglar”: blocco unico di forma parallelepipeda e dimensioni molto grande che assolveva alla funzione di riscaldamento e cottura delle vivande. Al secondo piano si arriva percorrendo uno scalone principale o uno secondario, ambedue a rampa unica e con scalini in pietra. A questo livello. rispetto al primo, si trovano meno locali e generalmente di più grandi dimensioni. Un lungo corridoio si trova proprio sopra a quello del piano sottostante spingendosi però oltre in lunghezza fino al cuore della casa. Verso la piazza si apre una trifora posta sopra il poggiolo sottostante ma leggermente fuori asse. L’ambiente di maggiori dimensioni e pregio nelle decorazioni era verosimilmente quello indicato per la rappresentanza. Oltre a un pavimento in assi di legno con intarsi a forma di stella, anche la decorazione a stucco è particolarmente curata. Lungo le pareti corre un fregio a rilievo con medaglioni lavorati a volute. Negli angoli, sopra il fregio, sono collocati quattro putti, ognuno a simboleggiare una stagione diversa. Il putto della Primavera è avvolto da fiori dalla corolla dorata, quello dell’Estate impugna una falce – anch’essa dorata – con una mano, mentre con l’altra sorregge un cespo di grano. L’angelo dell’Inverno è avvolto da un mantello e l’Autunno ricorda Bacco. Lungo il lato ovest della stanza il fregio viene interrotto al centro dallo stemma dei de Gentili modellato in gesso. Al centro del soffitto, all’interno di un grande medaglione decorato a rilievo, si sporge un quinto putto alato colto nell’atto di suonare uno strumento (verosimilmente una tromba o un corno) andato perso. Nel locale utilizzato come cucina si trova un vecchio focolare dotato di cappa. Oltre al focolare è presente un lavandino ricavato nel muro e una bifora su cui sono ancora montati gli antichi moduli esagonali di vetro uniti da filetti di piombo che, nell’insieme, compongono un elegante disegno geometrico. Il locale che si incontra appena salito lo scalone principale presenta delle caratteristiche strutturali, come il cancelletto in ferro battuto, riferibili ad un’antica cappella la cui presenza, all’interno delle dimore gentilizie, era abbastanza diffusa.

All’interno del palazzo è conservata la quadreria de Gentili (di proprietà del Consorzio Bim dell’Adige): numerose delle tele dipinte a olio, di autore ignoto, raffiguranti i ritratti di esponenti del casato. Solo su tre tele sono leggibili e presenti le scritte che permettono una precisa identificazione del personaggio effigiato. Da una analisi dei quadri e della moda (foggia dei vestiti, acconciature e monili), appare evidente il XVIII secolo deve essere stato un periodo di grande ricchezza e prestigio per la famiglia de Gentili. Gli abiti sono chiaramente settecenteschi, molto raffinati e impreziositi, sia per le donne che per gli uomini, da pizzi e merletti. Non mancano inoltre accessori come anelli, bracciali, collane, orecchini e ventagli che dimostrano come la famiglia vivesse allora molto agiatamente. In varie parti dell’edificio sono state impresse sei date che sono da ricondurre molto probabilmente all’intervento che ha interessato l’elemento su cui sono state incise. La data più significativa è senza dubbio quella del 1569, incisa nell’intonaco della parete dell’ultimo locale a nord del palazzo.

Le date 1673 e 1694 sono scolpite rispettivamente sulla chiave dell’arco del portone ad est e su quella del portone principale verso la piazza. Il 1777 deve essere stato l’anno in cui è stato compiuto un rifacimento totale o parziale della copertura che riporta la data, incisa in numeri romani su due delle travi del tetto che fuoriescono agli angoli della casa verso la piazza.

Info. tratte da: STEFANIA WEGHER, Palazzo de Gentili tra architettura ed arte, in Anaunion. Antologia di Studi, 2004.








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