Sanzeno... sette cose da fare!

Basilica dei Santi Martiri Anauniensi

La chiesa dedicata al culto dei martiri anauniensi Sisinio, Martirio e Alessandro sorge presso l’estrema propaggine meridionale del terrazzo che ospita l’abitato di Sanzeno; l’area è stata tradizionalmente identificata come il luogo del martirio dei tre cappadoci inviati da San Vigilio verso la fine del IV secolo ad evangelizzare i popoli anauni. Un primo edificio, circondato da un cimitero, sorse in questa posizione tra il secolo VII e quello successivo, rimpiazzato da una primitiva chiesa tra i secoli XI e XIII; di questa fu risparmiato il campanile, il sacello meridionale e l’architrave del portale in occasione della completa ricostruzione del tempio, fortemente promossa dal vescovo Johannes Hinderbach a fine XV secolo e completata sotto il vescovo Cristoforo Madruzzo nel secolo successivo.

Casa de Gentili

Al cospetto della grande fontana in pietra della piazza di Sanzeno s’innalza Casa de Gentili: immobile di inestimabile valore, non soltanto architettonico, e residenza signorile tra le più significative e interessanti dell’intera vallata. Di fondazione certo più antica, come confermano le indagini archeologiche che hanno documentato nell’area in questione un’attività insediativa intensa e articolata dall’epoca preromana all’età rinascimentale e moderna, la fabbrica conobbe trasformazioni decisive per l’assetto attuale a partire dalla seconda metà del Cinquecento. In seguito, una definitiva sistemazione, databile al Settecento inoltrato, determinò la creazione di un’autentica dimora patrizia, confacente allo status dei suoi abitanti nonché ingentilita da squisitezze formali quali portoni decorati, eleganti trifore e inferriate in ferro battuto di non comune bellezza e rarità.

Chiesa di Santa Maria

La chiesa di Santa Maria del Rosario, situata nella parte orientale del borgo di Sanzeno, risale nelle forme originarie presumibilmente al secolo XI o XII. La struttura primitiva venne affiancata da uno xenodochio nel corso del XIII secolo: la prima menzione dell’edificio di culto risale infatti ad una bolla pontificia del 1236, con la quale Gregorio IX poneva la struttura sotto la propria protezione. Il monastero passò poi ai monaci agostiniani di Denno e successivamente all’Ordine Teutonico, per venire poi gradualmente dismesso. 

Museo Retico – Centro per l’archeologia 

Il Museo Retico sorge in località Casalini, un’area particolarmente significativa per la storia dell’archeologia in Val di Non. Qui infatti, negli anni Venti e Cinquanta del secolo scorso, sono stati effettuati importanti scavi che hanno portato Sanzeno e la Val di Non alla notorietà scientifica internazionale.

In un contesto di sussidi tecnologici e multimediali si susseguono testimonianze dalla preistoria all’alto Medioevo.

Sentiero nella roccia “La Forra”

Il sentiero che risale il profondo canyon di San Romedio è completamente scavato nella parete di roccia e offre scorci spettacolari e un pizzico di adrenalina. Si percorre infatti un vero e proprio taglio nella montagna, che cade a picco fino alla base del canyon.

Santuario di San Romedio

Il santuario di San Romedio emana da secoli un’aura di solennità e mistero, forse per l’incredibile posizione al centro di una profonda e selvaggia forra, in cima ad un picco roccioso alto quasi 100 metri. Si tratta di un ardito complesso architettonico formato da ben cinque chiesette sovrapposte in altezza, edificate in epoche diverse, collegate tra loro da una ripida scalinata. La più antica fu eretta in cima al torrione roccioso intorno all’anno 1000, dove era sepolto, in una tomba di roccia, l’eremita San Romedio. Le altre furono edificate successivamente, dall’alto verso il basso. 

Casa Contadina

Umile ma suggestiva collezione etnografica sviluppata su due livelli. A piano terra viene offerta una sintesi della storia dell’agricoltura della Val di Non degli ultimi due secoli, con esposizione di attrezzi da lavoro, utensili e fotografie. Al piano superiore tipica abitazione rurale e botteghe artigianali rimaste inalterate negli anni con arredi, utensili, indumenti e antichi laboratori da lavoro (sartoria e calzoleria). Un salto nel passato, tra usi e costumi, tradizioni e tecniche di lavoro locali.