GRANDE GUERRA A SANZENO: “Qui…se non si muore per palla nemica, si dovrà soccombere per malattia”

SABATO 4 AGOSTO 2018 CASA DE GENTILI – SANZENO ORE 20.45.
Rappresentazione teatrale avente ad oggetto il diario di guerra che il Maestro (d’ora in poi M°.) Giacinto Branz di Sanzeno redasse fra il 1914 ed il 1915 nel corso del primo conflitto mondiale.
Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessandro Branz, viene promosso e sostenuto dall’Assessorato alla cultura del Comune di Sanzeno, con il patrocinio della Fondazione Museo Storico del Trentino, e vede la presenza, come attori, di Andrea de Manincor e Sabrina Modenini.

Chi era Giacinto Branz?
L’insegnante Giacinto Branz nasce ed opera a Sanzeno a cavallo fra Otto e Novecento. Maestro per 23 anni e figura autorevole all’interno della comunità, era noto per la sua disciplina scolastica. In tal senso ha sempre condotto un comportamento ligio al dovere, per quanto caratterizzato da una grande umanità.
Di presunte simpatie filoitaliane (che però non traspaiono dal diario di guerra), era sottoposto a controllo da parte delle autorità austriache al punto da essere mandato al confino in Austria per alcuni mesi, dove nacque il suo primo figlio. Durante la guerra ha redatto un diario ove descrive la vita, le sofferenze e le preoccupazioni dei soldati.
Al ritorno dal conflitto bellico, riprende l’attività di maestro, ma muore molto presto (nel 1924) a soli 43 anni, per ragioni imputabili alla guerra. Lascia la moglie e cinque figli.

Il diario.
Si tratta di un diario giornaliero molto dettagliato che racconta in prima persona lo svolgersi degli avvenimenti. L’arco temporale va dalla notte del 31 luglio 1914 (quando arriva la notizia dell’ordine di mobilitazione generale) all’11 maggio del 1915 allorché Giacinto Branz viene ferito sul fronte russo.
L’azione si svolge dapprima in Val di Fiemme, ove una parte delle truppe viene inviata per controllare i confini, e poi nel territorio della Galizia, sul fronte russo, ove la sequenza degli avvenimenti e la loro stessa descrizione si fanno sempre più drammatiche e dettagliate.
Nello specifico, Branz osserva e riporta con grande attenzione quanto sta succedendo intorno a lui: non a caso il diario è formato da tre quaderni, scritti a penna ed a matita (con le pagine in parte numerate) ed è arricchito con schizzi e disegni delle trincee, di oggetti particolari di uso militare, di una casa polacca in legno, dei mulini presenti sul territorio galiziano, ecc. Interessante anche la riproduzione di piccoli glossari che riportano la traduzione in lingua polacca di parole e brevi frasi usate per comunicare con la popolazione del posto.

Perché una rappresentazione teatrale?
Dal punto di vista dei contenuti (e del messaggio che ne emerge) il diario è scritto da un richiamato di trentatré anni, che vive la sua esperienza militare come un dovere, pur avendo coscienza di essere impreparato, cagionevole di salute e continuamente assillato dalla preoccupazione di non poter rivedere più la sua famiglia.
Il diario si presenta come un affresco quanto mai incisivo della vita militare di quel tempo: vengono descritte con minuziosità la chiamata alle armi, gli spostamenti delle truppe, le vicende di trincea, i ferimenti, i ranci, ecc. Il tutto con un senso di grande incertezza e confusione, a testimonianza della inutilità della guerra, che qui emerge non come dato politico ma come elemento esistenziale.
Ed è per l’appunto la presenza di questi contenuti e la stessa cadenza narrativa (tutta giocata in prima persona) che ci hanno indotto a ritenere che questo diario fosse adatto ad una sua trasposizione in chiave teatrale, ove un attore impersonifica il protagonista, si fa personaggio, non rimane esterno, ma interpreta, compartecipa all’avventura, la fa propria, diventa per una sera il maestro Giacinto Branz.

Lo spettacolo.
A tal fine ci siamo rivolti ad un affermato attore veronese (ma di origini nonese), Andrea de Manincor ed alla sua collega Sabrina Modenini, particolarmente versati in questo tipo di spettacoli e con alle spalle una lunga carriera teatrale (mentre le musiche dal vivo saranno eseguite da Federico Benatti).
In particolare de Manincor si proporrà di giocare su due piani: quello dell’attore stesso, con il proprio punto di vista e le proprie opinioni, e quello del nostro protagonista, con la sua grande umanità e la perenne nostalgia per la famiglia lasciata, suo malgrado, sola a casa. I due piani dapprima distinti via via si sovrapporranno, per giungere senza forzature ad una finale convergenza.
Una proposta quindi altrettanto interessante quanto originale, che speriamo incontri il favore del pubblico.
Si allega la locandina della serata, oltre al testo trascritto del diario e ad un file contenente una serie di interessanti ulteriori contributi.

Per informazioni e chiarimenti, rivolgersi ad Alessandro Branz (cell.: 349.320.1886).

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